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Il territorio


Il territorio del Polesine e del Delta del Po: un’area caratterizzata da valenze storico-culturali ed economiche diverse, ma che trovano come fattore denominatore comune l’ambiente, il paesaggio e la natura.
 

Questo territorio, che assomiglia ad un’isola che si estende tra due fiumi (l’Adige e il Po) lunga un centinaio di chilometri e larga fino a 18, è pianeggiante e diviso comunemente in tre aree: a ovest l’Alto Polesine i cui comuni più estremi confinano a nord con il Veronese e la Bassa padovana, a sud con il Mantovano e l’Emilia Romagna. Il centro della provincia, in cui sorge il capoluogo Rovigo, è comunemente detto Medio Polesine. La parte più orientale invece nota come Basso Polesine, area che comprende in larga misura il settore veneto del Delta del Po. 

 
Una buona parte dei valori ambientali del territorio è legata alla presenza dei grandi fiumi di pianura che lo attraversano, in modo particolare il Po e l’Adige, ma anche il Canal Bianco. La presenza dell’acqua nel territorio è inoltre segnata anche dai numerosi canali di scolo che attraversano l’area, tra cui i principali sono il Collettore Padano Polesano, lo Scolo Ceresolo e lo Scolo Valdentro, e da diversi corsi d’acqua minori (l’Adigetto, che attraversa il capoluogo Rovigo, il Poazzo).
Nel corso dei secoli il Po ha influenzato lo sviluppo del territorio polesano, favorendo l’agricoltura, il trasporto delle merci, il commercio dei beni. Un valore particolare assume l’area del Delta del fiume. Il Delta del Po è la più vasta estensione di aree umide d’Italia e una delle principali d’Europa. Nel più vasto territorio del Polesine, il Delta geografico si estende su di una superficie complessiva superiore a 780 kmq (il territorio comprende i comuni di Rosolina, Porto Viro, Loreo, Adria, Papozze, Ariano Polesine, Corbola, Taglio di Po e Porto Tolle) dei quali circa 120 kmq sono zone protette. L’area è compresa nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po, istituito con la Legge Regionale n.36 dell’8 settembre 1997. 

 
Anche il territorio compreso tra il fiume Adige e il Canal Bianco rappresenta una zona importante del territorio. Anche se caratterizzata da fattori naturalistici di minore dimensione rispetto al Po, per la sua forte valenza agricola l’area presenta di fatto un “museo rurale diffuso” ed è ricca di insediamenti storico-culturali (santuari, resti di insediamenti medievali, ville venete, tra cui la più importante è sicuramente Villa Badoer a Fratta Polesine). Importanti sono le bonifiche idrauliche, presenti fin dall’epoca medievale, che hanno permesso l’utilizzo con finalità fluviali di vecchi rami dell’Adige, tra cui il più caratteristico è l’Adigetto, bellissimo corso d’acqua ancor oggi utilizzato con finalità irrigue.
Un’altra area cha assume una rilevanza particolare è quella della cosiddetta Sinistra Po, che segue il corso del Po dal confine con la provincia di Mantova (Melara) e arriva fino a Occhiobello. Queste zone sono influenzate dalla presenza del fiume, ma anche dalle aree interne di valore naturalistico (ad esempio i Gorghi di Trecenta, la Golena di Bergantino). Questo territorio è importante per la valorizzazione delle zone golenali, la realizzazione e miglioramento degli attracchi fluviali, la presenza di piste ciclopedonali e percorsi di visitazione integrati con gli approdi, ai luoghi di ristorazione ed ospitalità e alla valorizzazione delle connessioni del Po con i luoghi storico-artistici che sorgono attorno.


Le caratteristiche del territorio del Polesine hanno favorito lo sviluppo di diversi settori produttivi e la presenza di imprese per lo più piccole e medie dimensioni. Per questo motivo la rilevanza economica è legata ad una filiera del turismo, che a partire dal comparto strettamente turistico, coinvolge l’agricoltura, l’artigianato, il commercio e i servizi. Il settore turistico conta circa 70 tra alberghi, ostelli, villaggi e campeggi, più di 12.000 posti letto nelle strutture ricettive extralberghiere, circa 1000 imprese collegate alla piccola ricettività e ristorazione, quasi 270 imprese agrituristiche. Ma nel territorio ci sono circa 6.800 imprese agricole, più 1600 imprese che si dedicano alla pesca e ittiocoltura, più di 5.000 imprese del piccolo e medio commercio, 2700 imprese artigiane nei comparti del manifatturiero. E’ su questi numeri, oltre che su un indotto rilevante in termini di servizi, che formano oggetto dell’ambito produttivo omogeneo territoriale di riferimento.